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Siamo Al Bivio

Riflessioni

SOMMARIO:
- L'Origine
- Riflessione N.1
- Il simbolo della campagna
- Un grido di liberazione
- Aree tematiche

- Riflessione N.2





L'Origine

uozzapp del 17 Marzo

Siccome siamo Tutt% blindati in casa perché invece di annoiarci a condividere messaggi internet che sono già a disposizione di tutt%, o di cantare al balcone, quale salvifica terapia di gruppo, non iniziamo a preparare striscioni da palesare sui nostri affacci (come per bandiere arcobaleno contro la guerra, o quelle dell’acqua) con semplici frasi “ più ospedali pubblici, meno F35”, “ meno spread più’ Stato”, “ più’ soldi alla ricerca, meno al salvataggio di banche decotte” “ più’ cultura meno business”, “meno produzione meno inquinamento più’ salute” “ i soldi ci sono: decidiamo noi come utilizzarli “ et similia.....

La pandemia cambia la fase.

Se dal basso non alziamo la voce, non palesiamo contenuti di reale cambiamento, magari ci salviamo... ma poi la corda della nostra catena sarà’ ancora più’ corta di prima .

Penso mi capiate.

Daje, reagiamo.

Fantasia al potere.

Abrazos

 




Riflessione N.1


“Non torneremo alla normalità
perché la normalità era il problema.


#Siamoalbivio


SanitaPubblicaSanitaPrivata CulturaPaura

 

Non siamo mai stati così soli.

Soli con le nostre ansie, con le nostre paure, con i nostri irrisolti, con il terrore che la Morte si potesse affacciare alla nostra porta o a quella dei nostri cari, dei nostri affetti più profondi.

E troppi, davvero troppi, sono gli innocenti caduti di questa purtroppo realissima follia: a loro il nostro fraterno e addolorato pensiero, così come un commosso abbraccio virtuale a Tutt% coloro che con senso del dovere e immensa umanità (a prezzo della loro stessa salute) si sono donati per limitare il diffondersi del manzoniano contagio.

L’isteria, privata e collettiva, è stata centuplicata dal fatto di non vedere il nemico da combattere: in altre situazioni avremmo potuto adottare scelte chiare (coraggiose o codarde, istintive o ponderate) e avremmo fronteggiato vis a vis il nemico.

Ma questa volta il nemico è un microscopico e letale virus….

Che possiamo fare se non attenerci scrupolosamente alle direttive, per quanto limitanti di valori per noi essenziali?

Impotenza, rabbia e frustrazione i compagni di questa snervante attesa: ce la farò? Ce la faremo?

L’interminabile tempo avuto a disposizione per “scervellarci in autoanalisi” ha senz’altro interrogato la psiche anche, sul “Senso della Vita”, per dirla coi Monty Python.

Man mano che le risposte fanno capolino, travalicano il semplice io individuale e sfociano in riflessioni più articolate e complessive, diventano argomentazioni culturali, sociali, politiche.

In che Società viviamo? Quali e quante sono le responsabilità del nostro attuale modello sociale sull’insorgere e il diffondersi di questa calamità? Questa volta è stato colpito tutto il Pianeta, ma se fosse stata colpita solo l’Africa (Ebola) sarebbe bastata una donazione online per quietare le nostre coscienze? Riusciamo ora che abbiamo vissuto la paura a comprendere il dramma costante dei migranti (politici, climatici)?

Antropocene o Capitalocene?

Siamo arrivati a un bivio.

Drammatico, ma forse anche liberatorio.
 

Da un lato potremo, al superamento anche parziale dell’emergenza, tornare a una “rassicurante normalità”, al tranquillizzante e abitudinario conosciuto, rischiando così di ripiombare nell’accettazione passiva e rassegnata sulla lunghezza delle nostre catene, individuali e collettive, quelle di sistema.

Dall’altro, possiamo affacciarci sul mondo.

Impegnarci e attivarci affinché il dopo Coronavirus incanali forti e positive energie collettive, per pensare e costruire assieme “un altro Mondo possibile “, una società fondata su altri valori, più semplici, naturali, umani rispetto al modello super-consumista che ci ha spinto sull’orlo del baratro.

Questa riflessione collettiva deve essere lanciata proprio ora, quando il timore di non farcela, di essere ancora soli contro l’ignoto, è ancora preponderante in ognuno di noi.

Ecco allora l’idea di una Campagna di riflessione e comunicazione collettiva dal basso, utilizzando gli strumenti oggi disponibili: le nostre finestre e i nostri balconi quali ampie piazze di confronto, gli strumenti virtuali e i social, i siti e media amici, quali canali di diffusione.

Pensiamo che le reti internazionali di Attac e di Cadtm, nelle quali molt% di noi militano o hanno militato, possano proiettare anche all’estero la Campagna: mentre in Italia siamo prossimi al cosiddetto picco - che dovrebbe indicare una prossima decrescita - per molti altri Stati siamo, purtroppo, solo nella fase dell’incubazione e con attivazione di misure di cautela tardive e minimizzanti, nonostante l’oramai planetaria conoscenza della gravità della situazione, mette a rischio la vita di miliardi di esseri umani.

Dobbiamo uscire da questa emergenza esistenziale affrontando consapevolmente i nodi, i BIVI che l’hanno favorita, confrontandoci con una narrazione semplice, che arrivi a tutt%, cercando assieme radicali e positive proposte di cambiamento, di riconversione ecologica e sociale della società, aprendo orizzonti positivi che sappiano ridurre le diseguaglianze rendendoci tutt% meno rancorosi e più umani, ridefinendo basi e valori della Società.

Vorremmo coinvolgere non solo le aree già militanti, ma un fronte molto più ampio: tutti coloro che hanno saputo, nell’angoscia della solitudine, ragionare e superare la stupidità delle ideologie, del negazionismo preconcetto, i laici, i religiosi (di qualunque fede), i disimpegnati, i tanti delusi dalla politica.



Il simbolo della campagna


bivio_cornice_il_mondo

Abbiamo pensato che graficamente siano molto impattanti le dita poste a V:

V come Virus, il letale nemico,

ma anche V come Vittoria sia sul virus in sé, sia sulle politiche che ci hanno condotto a questa situazione da ultima spiaggia,

V pure quale immagine di segnaletica, indicazione di bivio, il punto di snodo, che richiede con consapevolezza di decidere da che parte si vuole andare.

Su ognuna delle due dita, un’indicazione: la strada vecchia su una, il percorso nuovo e innovativo sull’altra.

Sarà la prima fase della Campagna Comunicativa, quella pensata, per creare massa critica, attraverso social e reti di conoscenza e un logo identitario.

Su un dito la scritta che rappresenta le vecchie negative prerogative, quelle che hanno favorito questo collasso globale, sull’altro la proposta di svolta radicale.



Un grido di liberazione

Da questo sciame virale emergerà - secondo noi - chiarissima la volontà popolare: MAI PIU’ COME PRIMA!!!

Poi, in una data simbolica, magari in Italia il 25 Aprile - simbolo di LIBERAZIONE dalla tirannia - la presa di possesso delle piazze oggi nella nostra limitata disponibilità: finestre e balconi.

Per diffondere l’immagine su finestre e balconi abbiamo pensato l’utilizzo di una federa dei cuscini (presente in ogni casa, anche in questo periodo di forzata quarantena), dove siamo abituati ad abbandonarci a meravigliosi sogni ma dove appoggiamo il capo anche in preda ad incubi terrificanti, proprio come quello rappresentato dalla pandemia…

Sulle federe riprodurremo il Logo della Campagna (Dita a V con #siamoalbivio) e ognun% potrà coniare e vergare il proprio slogan liberatorio.



Aree tematiche

A seguire le aree tematiche che abbiamo finora identificato per favorire il più ampio confronto collettivo, per tornare ad essere vera comunità aperta ed accogliente e per sostenerci collettivamente, per la creazione di un mondo differente, migliore e più dignitoso, che sappia finalmente attuare il motto della rivoluzione francese e rinnovarlo e accrescerlo in un motto più equo e inclusivo “Liberté, égalité, Humanité, che è anche, non a caso, il nostro pseudonimo collettivo.
 

Ambiente e cambiamenti climatici; Acqua Pubblica; Beni Comuni; Questioni di genere; Scuola-Sanità-Cultura; Lavoro (come, dove, per chi produrre) e Reddito di cittadinanza universale; Pubblico/Privato; Welfare; questione Casa; Finanza e annullamento dei Debiti; Lotta alle diseguaglianze; Lotta agli evasori; Grandi Opere; Trattati; Universalità (accoglienza); Democrazia dal basso.

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16 aree tematiche per una vera Riconversione Ecologica e Sociale della Società: proviamoci tutti assieme a collaborare, troveremo strada facendo il modo di organizzarci e confrontarci.

In Italia un primo concreto obiettivo ci sembra già scritto: la democratica applicazione della volontà popolare.

Da 10 lunghi anni attendiamo l’applicazione integrale dell’esito referendario sull’Acqua Pubblica (e su tutti i Servizi pubblici locali di rilevanza economica: Trasporti, Rifiuti, Refezione Scolastica).

Solo l’immediata applicazione dell’esito referendario potrà essere un primo segnale di reale cambiamento dal vecchio sistema, il simbolo, applicato con decennale ritardo, davanti a tutti gli interessi di parte troneggerà finalmente la volontà popolare già ratificata da ben 27 milioni di cittadini.

Sappiamo inoltre che sono da tempo pronte 2 Leggi di Iniziativa Popolare, da discutere ed eventualmente emendare:

1) Risocializzazione della Cassa Depositi e Prestiti e
2) Riforma della finanza pubblica locale.

Mettiamole al centro delle nostre future rivendicazioni, scegliamo ad ogni bivio da che parte stare, riprendiamoci il Comune, riprendiamoci le nostre vite.

Un radicale cambiamento è possibile: indignati e collabora.

Uniti siamo davvero invincibili: mai più precari, mai più come prima!
 

“Il mondo si divide, soprattutto, in indegni e indignati, e oggi ognuno di voi sa da che parte stare“
E. Galeano

NaturaInquinamento


Liberté, égalité, Humanité




Riflessione N.2
Oltre l'Apocalisse, gettiamo le basi per un mondo migliore

Siamo pronti a lanciare la Campagna Comunicativa #SiamoalBivio.

A noi piace, ci convince.

Semplice ma efficace.

In grado di far riflettere Tutt% - bambine, ragazzi, adolescenti, donne, uomini, anziani – su quale strada intraprendere per garantire collettivamente un futuro migliore al Pianeta.

“Meno spread più felicità”: ripensiamo ad ogni bivio il genere di qualità della vita che desideriamo, cosa dobbiamo pretendere per conservare il meraviglioso pianeta su cui viviamo, come richiedere fermamente cambiamenti socio-economici per poter vivere serenamente e felicemente.

Gli ultimi trent’anni sono stati caratterizzati dalla lenta e irreversibile inversione dell’ascensore sociale (figli più precari dei genitori) e dall’incremento irresistibile delle diseguaglianze, economiche e sociali.

Pochi ricchi, tutti gli altri sempre più poveri, ricattabili, precarizzabili.

Molti di noi pensano ancora di essere degli intoccabili dalle continue crisi, ma la verità è che, dall’oggi al domani, tutt% potremmo essere licenziati, emarginati, impoveriti.

E vivere in un pianeta portato, per sovrapproduzione, all’orlo del collasso, dove moriamo, se non per la pandemia, a causa dell’inquinamento sfrenato.

Nella società competitiva, siamo tutti più soli, più stressati, più infelici.

Anche se ci facciamo l’apericena, o andiamo in discoteca, o ci selfiamo continuamente.

L’effimero ha preso il predominio sulla vita reale.

Abbiamo, seppur in una disgrazia dalle dimensioni apocalittiche, la possibilità di far sentire le nostre voci, di chiedere e pretendere cambiamenti radicali.

Non c’erano i soldi - dicevano – e ora i soldi, pur di salvaguardare i business, sono saltati fuori, volevano privatizzare tutto, dall’acqua ai beni comuni, ma oggi le nostre vite sono salvate dal

funzionamento delle (poche) strutture pubbliche.

Grandi opere inutili (con sperpero di soldi pubblici), TAV in primis, evasione fiscale a livelli inimmaginabili, trattati commerciali internazionali inaccettabili, costo della vita sempre più caro a fronte di retribuzioni sempre più all’osso, pensioni incongrue rispetto al tempo lavorato.

Smettiamo di sentirci sempre in colpa, gridiamo che non è questa la vita che vogliamo.

Siamo Cittadini, non consumatori da spremere come limoni.

Vogliamo e cerchiamo dignità.

Quando serve, poi, tirano fuori “il grande spirito nazionale”, ed ecco l’escalation di tricolori esibiti, il proliferare di regionalismi e nazionalismi: non è proprio questa la via maestra!

La guerra tra poveri, non ci interessa, non ci è mai interessata.

La domanda vera a cui siamo chiamati collettivamente a dare risposta, è un’altra: che qualità della vita desideriamo, per noi e per i nostri figli, in ogni angolo del Pianeta?

#Siamoalbivio: a noi scegliere, da che parte stare.

Liberté, égalité, Humanité